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Le Driadi Slow Farm

Siamo orgogliosamente agricoltori e produciamo vino.
We are proudly farmers and we produce wine. 

I nostri vini:
our wines:

“Driade Felice”
Terre del Colleoni DOC, Merlot
fermentazione in acciaio, affinamento in acciaio (sei mesi) e bottiglia (minimo sei mesi)
fermentation in steel, aged in steel tanks (six months) and in the bottle (at least six months)

“Alto della Poiana”
Terre del Colleoni DOC, Marlot
fermentazione in acciaio, affinamento in barriques di rovere e bottiglia
fermentation in steel, and aged in french oak barrels (more than 15 months) and in the bottle (at least six months)

Contacts:
Luciano (italiano, english and french)+393924478942
Gabriella +393924739041

Società Agricola Le Driadi Società Semplice
Sede Legale: 24020 Torre Boldone (BG) Via Marzanica 7/B
p.i. c.f. 04012330165
Numero REA: BG-427806
@pec: ledriadiss@legalmail.it
@mail: agricolaledriadi@gmail.com

 

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Chi siamo/who we are

Luciano: ingegnere meccanico di professione, si vanta di avere contribuito alla progettazione e alla messe in produzione di tantissimi prodotti: apparecchiature elettriche, arredi, componenti per trattori e macchine movimento terra. Curioso di “progettare” qualcosa per se stesso, si è inventato produttore della sua passione: il vino.
Gabriella: dottoressa in biologia, ex informatore scientifico del farmaco, si appassiona di agricoltura e di biodinamica, divenendo la vera “maga” del vigneto
Marco: il piccolo della famiglia, ama degustare, scegliere i nomi e i temi delle etichette dei vini, vive la follia dei genitori dal podio privilegiato della sua adolescenza.
Luciano, Gabriella e Marco “incontrano” un giorno un “luogo”, vicino alla cima di una collina

Luciano: a mechanical engineer by profession, he boasts of having contributed to the design and production of many products: electrical equipment, furniture, components for tractors and earth-moving machines. Curious about “designing” something for himself, he invented himself as producer of his passion: the red wine.

Gabriella: doctor in biology, former sales agent of drugs, is passionate about agriculture and biodynamics, becoming the true “sorceress” of the vineyard

Marco: the youngest of the family, loves to taste, choose the names and themes of wine labels, lives the folly of the parents from the privileged podium of his adolescence.

Luciano, Gabriella and Marco “meet” one day a “place” near the top of a hill.

Era il marzo del 2014.

La primavera era appena arrivata quando si inerpicarono per la ripida strada sterrata che portava lì, ad un piccolo rifugio in pietra, sotto una grande quercia; la strada procedeva tra le primule. Il terreno era una selva di rovi, cespugli, alberi; era un terreno abbandonato da anni, abitato da tassi, poiane, volpi, fagiani, scoiattoli, caprioli, lucertole, biacchi, vipere e orbettini. Davanti alla casa resisteva un piccolo prato incolto aggredito ai lati da rovi, sotto i quali si intravedevano dei vecchi terrazzamenti.
Intorno alla casa un vigneto si stendeva geometricamente allineato lungo la collina; anche il vigneto era aggredito dal bosco che si era infilato prepotentemente nei filari laterali e che aveva posizionato tra i filari centrali, qua e là qualche alberello che incominciava a sbucare tra le viti. Dal terreno si godeva di una magnifica vista, la natura, selvaggia e incontaminata nell’intorno, più distante, verso l’orizzonte, la pianura, con i rumori e il paesaggio contaminato dall’uomo, in un angolo del panorama le prime pendici dei colli di Bergamo.

Quel giorno nacque la decisione di riportare il terreno a nuova vita e il sogno si concretizzò in giugno con la costituzione della Società Agricola Le Driadi che ad ottobre del 2014 ha acquistato il terreno.

La quotidianità si rigenerò con una nuova esperienza: l’attività nell’ingegneria e nella farmaceutica si è completata con nozioni di agraria, di antroposofia, applicate alla coltivazione del vigneto e dei terreni attorno: il recupero del contatto con la terra e con la natura, rappresentò un ritorno alle origini rigenerante e benefico.

Nel Marzo del 2017 un altro vigneto, o meglio, un altro futuro vigneto è entrato a fare parte dell’azienda. Il vigneto sprannominato Rienza dalla gente che vive qui, nella stessa valletta del vigneto delle Driadi, poco lontano.

Questa è la storia di chi lavora ne “Le Driadi Slow Farm”. Quattro ettari di terreno divisi tra vigneto esistente (un ettaro), un vigneto futuro (mezzo ettaro), frutteto e bosco, salvati dai rovi e dall’abbandono; una terra ripida e impervia, dove solo il cuore e la passione possono portare dei frutti.

Contatti:
@mail: agricolaledriadi@gmail.com

Tel:
Gabriella +393924739041
Luciano +393924478942

I Vini/The wines

IT
Abbiamo in produzione la nostra vigna di Merlot. Abbiamo scelto di valorizzare questo splendido vitigno nella caratterizzazione del nostro vigneto. La cura in vigna e la selezione durante la vendemmia ci ha permesso di definire due tipologie di vino entrambe caratterizzate da una vinificazione naturale, con lieviti indigeni e con il minimo contenuto di solfiti.
La nostra uva è caratterizzata da acini piccoli, con un ottimo rapporto buccia/polpa, premessa per grandi vini. La resa per ettaro è  volutamente ridotta (50q/ettaro) a salvaguardia assoluta della qualità dell’uva e del vino che ne verrà.

EN
We at the moment are producing from our Merlot Vineyard. Starting from healthy grapes and from his own yeast we produce a natural Merlot: the main target is to produce our Merlot representing our “terroir”. We produce according to our selection during the harvest two tipologies of Merlot. Our grapes are very small with a ratio skin/pulp proper for good wines. The yield for hectare is very low to guarantee top quality.

Merlot, vendemmia 2015.
Merlot, vendemmia 2015.

I vini

DRIADE FELICE – DOC Colleoni Merlot

Merlot, vineyard Le Driadi.
harvest 14 October 2016, in the bottle May 2017
harvest 2017 3 October 2017, in the bottle April 2018.

Aging in steel tanks 6 Months and 6 Months in bottle.

ALTO DELLA POIANA- DOC Colleoni Merlot

Merlot, from grapes selected coming from vineyard Le Driadi.
harvest 14 ottobre 2016, in the bottle Aprile 2018.

Aging in barrique for 18 Months and 6 Months in the bottle.

PRIMABOTTE – IGT Bergamasca Merlot – Esaurito. Solo annata 2015

Merlot in purezza, vigneto Le Driadi.
Vendemmia 10 ottobre 2015, imbottigliamento Aprile 2017.
Affinato in barrique per 18 mesi e 6 mesi in bottiglia.
In vendita dall’autunno 2017.

A Vineyard experience, you’re welcome

Do you want to live “vineyard experience” in our farm?

It is possible a visit in our vineyard, learning about biodynamic and organic colture. You’ll visit the cellar, learnig about wine-making, and you will taste our wines with local food (cheeses and cold cuts).
Call us for appointment.

+39 3924739041 (Gabriella)
+39 3924478942 (Luciano english and french)
@mail: agricolaledriadi@gmail.com

I Vigneti/The vineyards

dopopoto
Il vigneto a febbraio dopo la potatura; vineyard in February

We have three wineyards:

  • Driade vineyard (the first one recovered from abandonemento)
  • Rienza vineyard
  • Bronner vineyard.

Our timeline:

2014: purchase of the Driade vineyard and start of retoration
2015: first “micro” harvest
2016: harvest of rebirth
2017: start of sales of wines
2017: purchase of vineyard Rienza
2017: beginning of the cellar building
2018: sowing of Rienza vineyard
2018: cellar ready for 2018 harvest winemaking
5th October: harvest 2018
2019: sowing of Bronner vineyard

Our work in wineyard

Le caratteristiche del vigneto comportano molto impegno nelle lavorazioni in campo: lavorazioni manuali, vendemmia tutta manuale e contestualmente ma in generale abbiamo la soddisfazione di un’ uva con un ideale grado zuccherino, acini piccoli, con un ottimo rapporto buccia/polpa, le premesse per grandi vini, in coerenza con gli obiettivi aziendali. La resa per ettaro è  volutamente ridotta a salvaguardia assoluta della qualità dell’uva e del vino che ne verrà.

Il vigneto da cui nasce la nostra storia è un ettaro, 6.600 piante di vite Merlot, un vigneto in piena maturità, 18 anni di vita. E’ pianificato un rinnovo annuale di circa 200 barbatelle l’anno iniziato nella primavera del 2015; l’esposizione del vigneto è ottimale con un pendio inclinato verso est sud-est. Il terreno è in forte pendenza con i filari distanziati di 2 metri posti in direzione est-ovest. La pendenza impone la necessità di operazioni quasi esclusivamente manuali, alle quali l’azienda si applica con passione e dedizione. L’impianto è a cordone speronato e risale alla metà degli anni 2000; il vigneto, abbandonato agli inizi del 2010 è stato recuperato a partire dal giugno 2014.

Nel 2017 un nuovo vigneto entra a fare parte dell’azienda: è il vigneto Rienza riportato alla vite nella primavera del 2018 con la messa a dimora di 2000 barbatelle di Marzemino.

Nel nostro vigneto si persegue il principio della massima biodiversità: vogliamo favorire la creazione di un clima sano per le nostre vigne operando per un terreno ricco e vivo: la gestione del terreno nella proprietà negli ultimi anni ha fatto passare la vegetazione erbacea da una prevalenza di graminacee perenni ad un ritorno delle angiosperme che garantiscono la presenza di una fioritura costante durante tutto l’anno.
Il nostro obiettivo è avere filari sempre verde e gestire il taglio per porzioni, senza mai tagliare completamente lo spazio interfilare su tutto il vigneto. Il taglio è effettuato con trincia che sminuzza la vegetazione e la lascia nel terreno, importante nutrimento per l’inverno.
Il nostro vigneto ha sempre qualcosa di verde e qualcosa di fiorito.

L’inerbimento assolve anche ad una funzione fondamentale in un terreno come il nostro con una pendenza del 50%: lo protegge dell’erosione e migliora l’infiltrazione dell’acqua, aumentandone l’accumulo.

Per garantire tutto questo abbiamo delle semplici regole:
6 mesi di riposo invernale a garanzia di un inerbimento naturale
Taglio dell’erba con trinciatura
Due filari non vengono tagliati prima del 1 luglio di ogni anno
Naturalmente no erbicidi
Non lavoriamo mai il terreno oltre a 6 cm di profondità (strato aerobico)
I residui di potatura rimangono nel vigneto (apportano fosfati)
stiamo verificando come potere, in base all’attuale legislazione) immettere nel vigneto anche la vinaccia e la feccia
utilizziamo concime naturale (compost)
non irrighiamo

garantiamo un ecosistema sano grazie alla diversificazione del suolo:
nei bordi del vigneti sono stati messi a dimora alberi di specie locali, siepi, cespugli di more, muri a secco, cumuli di legname a bilanciare il rischio di vulnerabilità cui la vite si espone, nel suo sistema monoculturale. Quest’area di compensazione ecologica è pari al 30% della superficie del vigneto.
Le bordature del vigneto corrispondono a vari spazi con culture diverse fungendo da recettori di spore, permettendo a lieviti e funghi di diffondersi nel vigneto (lieviti per la vinificazione, e concorrenti per funghi nocivi). Le bordature sono pensate per una biodiversità naturale, con cespugli, arbusti e piante di diverse altezze e sono completati da elementi strutturali quali mucchi di legna o pietre, scrigno per la biodiversità.
Ogni pianta di vite ha un albero a meno di 80metri.

l’uso di fitofarmaci in viticoltura è una necessità al fine di preservare il raccolto dai principali patogeni: iodio e peronospora
nella nostra azienda abbiamo l’obiettivo progressivo di ridurre l’utilizzo del rame a 2,5kg per anno, e la quantità di zolfo a 30kg per anno.

 

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Il vigneto alla vendemmia
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Un grappolo di Merlot alla vendemmia 2015
driadi
Panoramica sul vigneto, estate 2015
Il vigneto all'inizio dell'autunno
Il vigneto all’inizio dell’autunno